lunedì 19 settembre 2011

L’etica del TCS


Il 4 maggio scorso, il Consiglio federale della Federciclismo, per ottemperare alle richieste di una maggiore etica, provenienti dal presidente del Coni Petrucci, ha licenziato di punto in bianco il commissario tecnico della nazionale italiana su pista Andrea Collinelli, perché durante la sua carriera da atleta, nel 2000, aveva riportato una squalifica di 10 mesi perché trovato in possesso di alcuni farmaci all’epoca vietati (lidocaina e fentermina) Si badi bene Collinelli fu squalificato per il semplice possesso dei due farmaci e non perché era risultato positivo ad un controllo.
Questo il breve testo del comunicato con il quale la FCI ha annunciato il licenziamento:
il Consiglio federale, nel quadro dell'adozione di diversi e più incisivi criteri nei confronti di tutti gli operatori federali a ogni i livello, ha deciso di interrompere il rapporto di collaborazione con Andrea Collinelli, ringraziandolo per l'impegno tecnico svolto con il massimo rigore e vigilanza nei confronti degli atleti gestiti e per aver alzato il livello di attenzione etica, biologica e di prestazione da parte degli stessi.
Ieri mattina 18 settembre il ciclista del TCS Mario Pastore che sta scontando una squalifica di 2 anni (24 mesi) per non essersi presentato al controllo antidoping del Giro della Costiera del 27 febbraio scorso (sentenza TNA CONI del 17 giugno 2011 CLICCA QUI) e che quindi non può prendere parte in alcun modo a manifestazioni sportive che si svolgono sul territorio italiano, girava liberamente con indosso la divisa sociale della propria squadra tra i bambini impegnati in una gara ciclistica per giovanissimi a Piano di Sorrento e si faceva fotografare insieme a loro (foto a lato) senza che nessuno del TCS avesse nulla a che dire.
Se Castellano e compagni avessero usato lo stesso metro di condotta della federazione, il Pastore non avrebbe nemmeno potuto avvicinarsi ai bambini. Invece questi sono stati vergognosamente usati a loro insaputa per ripulire l’immagine di un individuo che prima ha barato, in un secondo momento si è sottratto al controllo antidoping e successivamente ha cercato di passarla liscia fornendo giustificazioni che il TNA ha giudicato non veritiere.
Appare evidente che l’etica del TCS è lontana anni luce da quella suggerita da Petrucci. Noi questo lo sapevamo già da molto tempo. Adesso forse verranno a saperlo anche i genitori dei bambini in gara ieri. Al peggio no c’è mai limite!

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