venerdì 23 settembre 2011

Dionigi, Sorrento obbligato a vincere


(Fonte: Blunote.eu) - La sfida di Sorrento è delicata se si considera la forza dell'antagonista, ma il Taranto ha ormai abituato a tanto e non sorprenderebbe una riscossa in terra costiera. La forza dei peninsulari è risaputa: ottimi giocatori a centrocampo e in attacco e un allenatore tanto bravo quanto preparato. Davide Dionigi analizza il match con particolare attenzione. "Sarà un impegno difficile contro una squadra forte dal centrocampo in su. Il loro reparto mediano è molto fisico e per certi versi molto simile al nostro. Sarri è molto preparato e conta su una rosa molto organizzata, che gioca sulle seconde palle, brava nelle ripartenze veloci e sulle palle inattive di solito fanno blocchi simili al basket. Spesso arrivano a difendere in cinque uomini e in avanti si esprimono al meglio in un campo abbastanza ristretto".
Le similitudini tra due formazioni chiamate alla vittoria non mancano. "Il Sorrento, insieme al Benevento, è obbligato a vincere questo campionato, noi andremo lì cercando di fare la nostra partita. Non avremo paura dell'avversario, proveremo ad avere lo stesso atteggiamento visto a Lumezzane, a Roma e a Castellammare di Stabia. Giocheremo a viso aperto e con la massima serenità. Sono simili a noi per il fatto di giocare molto alti, provando ad aggredire l'avversario e per questo mi aspetto una gara diversa dalle altre in cui non mancheranno le azioni per andare in porta. C'è molta qualità da una parte e dall'altra e il campo ci permetterà di poter controllare la palla con maggiore disinvoltura rispetto allo Iacovone, ma allo stesso tempo ridurrà gli spazi".
Le tre vittorie consecutive non hanno gasato l'ambiente, anzi si direbbe che vige la massima tranquillità. "Non c'è motivo per essere euforici – ammette il trainer -, siamo ancora alla terza giornata ed è ancora presto per parlare. Per le difficoltà avute, non mi aspettavo di vincere tutte le gare, ma dentro di me lo covavo sin dal ritiro. Erano queste le sensazioni che provavo e mi ero convinto che ce la potessimo fare. Poi gli infortuni mi hanno un po' destabilizzato e ho tentato di trovare il giusto equilibrio con la massima calma"
L'uomo del momento è Lucas Chiaretti. "Chiaretti lo conoscevo già perché avevo giocato insieme ad Andria e a Taranto è maturato grazie anche alla convinzione del ragazzo di poter diventare decisivo. Prima si limitava alla bella giocata, ora, invece, è diventato determinante mettendosi al servizio della squadra".
Il segreto del successo è la forza del gruppo. È questo il leit motiv che risuona incessantemente da più parti. "Quando cambi sette undicesimi della formazione e gli elementi nuovi danno il massimo, è giusto che ci sia il turn over. Questa è la mia filosofia. Chiaretti è indispensabile finché corre, nel momento in cui diminuisse la sua condizione, sarebbe un altro giocatore a scendere in campo. Il calcio moderno è questo, è innovazione, e Antonio Conte della Juventus è molto bravo a mettere in pratica questa sorta di evoluzione. Per giunta, questo metodo è ottimo per tenere alta la concentrazione e mantenere la pressione fino a quando non si gioca".

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