venerdì 6 maggio 2011
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Ora però è meglio pensare alla trasferta di La Spezia dove sono convinto, che andremo in campo con la mentalità giusta e daremo l’anima fino all’ultimo.
A due partite dal termine del campionato il Sorrento si reca a La Spezia con le orecchie tese al risultato di Gubbio-Paganese. Una vittoria dei rossoneri abbinata ad un nuovo passo falso degli eugubini potrebbe riaprire il campionato. I tifosi rossoneri ci sperano, ma le possibilità che un tale evento possa verificarsi sono alquanto esigue.
Ora che il Gubbio è così vicino cresce il rimpianto per quello che poteva essere è non è stato. Lo ammette anche Simonelli che però si è già dato una risposta. Interpellato in merito, il mister rossonero inizia a rispondere citando Dante “Vuolsì così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare” e poi continua “Immaginando un destino eventualmente già scritto nei confronti del quale l’umana gente è impotente, non ci resta altro che dare tutto fino in fondo, con la segreta e malcelata speranza che lo stesso ci arrida. Mettendo da parte la filosofia, dico: è durissima accettare la realtà anche se ci si sforza razionalmente a farlo. Il cuore, purtroppo, sanguina. Sono sincero: l’altro giorno ho fatto una lunga corsa. E mentre correvo non ho mai smesso di imprecare… Tutte le volte che una persona si affida alla ragione è solamente perché ha grossa difficoltà ad accettare la realtà. Una realtà che abbiamo sotto i nostri occhi. Con un pizzico di fortuna in più, al posto del Gubbio ci saremmo stati noi.”
“I risultati del campo sono incontrovertibili e giusti, credo pure però che la differenza fra il Sorrento ed il Gubbio l’abbia fatta soprattutto la sorte. La fortuna non è una componente fondamentale nel calcio, spesso però riesce a metterci lo zampino e quindi cambiare decisivamente il corso delle cose”.
Come dargli torto, Effettivamente il Sorrento nel corso del campionato non è stato aiutato dalla dea bendata. A dicembre siamo stati costretti a giocare cinque partite in appena quindici giorni e siamo stati raggiunti dal Gubbio.
Poi dopo le vittorie con Salernitana e Pergocrema è arrivato il periodo buio con le due sconfitte consecutive con Bassano e Reggiana e il pareggio di Ravenna. Un sol punto in tre partite. In quei frangenti, al di là di tutte le considerazioni che si possono fare c’è da rilevare che la fortuna non è stata certamente dalla nostra parte.
A Reggio un tiro di Paulinho a botta sicura fu salvato sulla linea di porta da un difensore. La settimana successiva il Bassano passò al Campo Italia tirando in porta una sola volta. Poi arrivarono gli infortuni a catena a Rossi, Erpen e la stessa sconfitta di Como e i pareggi con la Spal e la Paganese sono in parte imputabili alle assenze.
“Ora però è meglio pensare alla trasferta di La Spezia. Una gara che presenta due grossi pericoli: il primo è nella forza tecnica dell’avversario, il secondo è nella necessità di dover mettere da parte le emozioni fortissime vissute domenica col Gubbio e recuperare fisicamente e mentalmente dall’ultima partita. L’unica cosa da fare è trasformare il rimpianto in grande rabbia agonistica. Esiste un minimo rischio che tale amarezza collettiva possa influire negativamente, ma ho fiducia nella squadra e nei propri uomini. Anche senza Paulinho”.
“Io sono convinto, anzi, sono certo che questi straordinari ragazzi che alleno ce la faranno anche stavolta, andranno in campo con la mentalità giusta e daranno l’anima fino all’ultimo”.
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