Cosa succede al Sorrento in trasferta?

Anche nel posticipo di Arezzo la squadra giocò un buon primo tempo, sfiorando il vantaggio in un paio di occasioni. Fino al secondo gol di Chianese si vide un discreto Sorrento. Dopo si rassegno alla sconfitta scomparendo dal campo.
Con il Lumezzane si poteva tranquillamente portare a casa un pareggio. Dopo aver subito la rete il Sorrento si catapultò in avanti costringendo il Lumezzane nella propria metà campo. Gazzoli salvò la propria porta in due occasioni intercettando prima un colpo di testa di Fernandez, e poi una punizione di Paulihno.
Ieri complice l’assenza di Myrtaj e le precarie condizioni di Pignalosa il Sorrento non ha mai impensierito Pansera. L’unica occasione da gol per i rossoneri è stata quella dell’atterramento in area di Paulinho. Il Lecco ci ha poi graziato in due occasioni.
Simonelli venerdì aveva presagito la cattiva prestazione. Alcuni infortuni e un rilassamento della squadra dopo la vittoria sul Benevento avevano fatto suonare il campanello d’allarme. Puntualmente è arrivata l’ennesima sconfitta. Il Lecco non si è dimostrato superiore a noi e poche volte si è reso realmente pericoloso. Il Sorrento poteva senz’altro fare di più. Ancora una volta è mancata la cattiveria e la determinazione che si è vista contro Cremonese e Benevento.
Simonelli intervistato da solosorrento.it ha detto che non riesce a trovare la causa di questa alternanza di rendimento. Sotto il profilo della volontà e della dedizione alla causa la squadra non ha nulla da farsi rimproverare. Simonelli in altri momenti ha ipotizzato che il problema che affligge i rossoneri possa essere di natura psicologica e spera che la squadra possa trarre lezione dal modo in cui si è perso a Lecco, per riuscire a trovare la continuità in campo esterno.
Il Professore, a detta di molti, è uno dei migliori tecnici della categoria. Sulle sue qualità di psicologo non siamo in grado di esprimere alcun parere. Saper agire sulla sfera emotiva di un soggetto è cosa molto complicata. Lo staff tecnico di una squadra solitamente si occupa solo della preparazione fisica tecnica e tattica. La figura del “mental coach” è prevista raramente: solo in alcuni grandi club. Evidentemente viene giudicato superfluo o poco rilevante. Eppure, una ricerca presentata dalla British Psychology Society nel 2003, afferma che “L’Allenamento Mentale proposto in modo professionale e specifico ed incorporato nel programma di allenamento globale può migliorare la prestazione fino al 57%”.
Chissà se un professionista del genere sarebbe in grado di risollevare le quotazioni del Sorrento più di quanto non possano fare una punta o un centrocampista?
Invito tutti ad esprimere il proprio parere postando un commento a questo articolo.
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