martedì 14 agosto 2012

Pasticcio calendari tra Cavese e Sorrento, 10 partite in concomitanza.


Quando ieri mattina il presidente della Cavese Gino Montella ha preso visione del calendario del girone I della serie D poco ci mancava che gli veniva un colpo. Gli è bastata la prima giornata, in programma il 2 settembre prossimo, per rendersi conto che c’era qualcosa che non andava. Per la Cavese è previsto il debutto interno con l'Agropoli, ma in quello stesso giorno anche il Sorrento ha in calendario l’incontro interno con il Gubbio.
Scorrendo il calendario si è accorto che quella non era la sola sovrapposizione tra le due squadre. La stessa cosa capita il 16 settembre, il 30 settembre, il 14 ottobre, il 28 ottobre, il 2 dicembre, il 16 dicembre, il 13 gennaio, il 17 febbraio, e per finire, il 7 aprile. Il totale secondo il nostro conteggio sono ben 10 le volte in cui le due squadre dovrebbero giocare in casa nello stesso giorno sullo stesso campo. Una vera e propria beffa.
Secondo quanto scrive il quotidiano “La Città di Salerno” il presidente della Cavese, prima che stilassero i calendari aveva chiesto di poter giocare in alternanza col Sorrento, ma in Lega gli hanno risposto che “i calendari vengono fatti in maniera indipendente”.
Cosa succederà adesso? Per regolamento, la Cavese, essendo di un rango inferiore, dovrebbe anticipare le proprie gare al sabato, mentre il Sorrento giocherebbe la domenica. Ma questa non sembra una soluzione praticabile. Sia per i danni che subirebbe il manto erboso in caso di due partite in 24 ore. Sia per ragioni di opportunità: il Sorrento in mancanza di un campo dove giocare è stato ospitato dalla Città di Cava e non è pensabile che adesso possa costringere la squadra di casa a disputare i propri incontri in un giorno diverso da quello stabilito.
Montella ha già detto: “è un grosso problema, ma è il Sorrento che deve provvedere”. In che modo non si sa. Montella avanza l’idea di una richiesta di inversione di campo da parte del Sorrento, ma questa non sembra un via praticabile, in quanto non eliminerebbe del tutto il problema, e costringerebbe i rossoneri a giocare quasi tutto il girone di andata in trasferta. 

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