lunedì 9 aprile 2012

America's Cup, il mare arriva per davvero in piazza


Alla fine l'acquario, da virtuale, è diventato reale. La spettacolare cerimonia d'apertura che inaugura la Coppa America di Napoli si è svolta sotto un nubifragio durato cinque minuti, ma tanto violento e improvviso da costringere molti dei ventimila presenti alla precipitosa fuga. Peccato, poiché lo spettacolo è stato decisamente in linea con le attese: proiezioni tridimensionali sui muri di Palazzo Reale e San Francesco di Paola danno il via alla serata, cui segue un breve monologo eduardiano di Peppe Servillo, cantante della piccola orchiestra Avion Travel. Dopo l'inno d'Italia (accolto, in verità, a dir poco tiepidamente dal pubblico) è la volta dell'annunciato videomessaggio di Giorgio Napolitano. Il Presidente della Repubblica si rallegra di come Napoli abbia ritrovato un suo spessore internazionale e una nuova coesione sociale, cui la Coppa America fa da collante in un periodo in cui la città partenopea è di nuovo sotto i riflettori di tutto il mondo. Stavolta per un evento positivo.
Tocca poi al sindaco de Magistris fare gli onori di casa, accolto da un caloroso applauso del pubblico, che diventa ancor più fragoroso quando il primo cittadino urla il suo ormai celebre slogan divenuto famoso su Twitter: “Lungomare Liberato". Abbiamo tolto le macchine da via Caracciolo, il mare torna finalmente a bagnare Napoli”. Poche, consolidate parole che fanno scattare l'ovazione.
Nove le squadre che si daranno battaglia nelle acque del Golfo per contendersi il trofeo: gli statunitensi di Oracle, che sfilano per primi sulla passerella di Piazza Plebiscito, sono anche coloro che difenderanno il primato, essendo gli ultimi vincitori della competizione velica. Accanto a loro gli svedesi di Artemis Racing, i britannici di Bar, gli asiatici di China Team, i neozelandesi di Emirates, gli spagnoli di Greencomm Racing, i coreani di Team Korea e, infine, gli italiani di Luna Rossa, che sfilano per ultimi, proprio mentre sulla piazza comincia ad abbattersi la pioggia. E chissà che il celebre detto non valga anche per la Coppa America: team bagnato, team fortunato.  

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