Alla fine l'acquario, da
virtuale, è diventato reale. La spettacolare cerimonia d'apertura che inaugura
la Coppa America di Napoli si è svolta sotto un nubifragio durato cinque
minuti, ma tanto violento e improvviso da costringere molti dei ventimila
presenti alla precipitosa fuga. Peccato, poiché lo spettacolo è stato
decisamente in linea con le attese: proiezioni tridimensionali sui muri di
Palazzo Reale e San Francesco di Paola danno il via alla serata, cui segue un
breve monologo eduardiano di Peppe Servillo, cantante della piccola orchiestra
Avion Travel. Dopo l'inno d'Italia (accolto, in verità, a dir poco tiepidamente
dal pubblico) è la volta dell'annunciato videomessaggio di Giorgio Napolitano.
Il Presidente della Repubblica si rallegra di come Napoli abbia ritrovato un
suo spessore internazionale e una nuova coesione sociale, cui la Coppa America
fa da collante in un periodo in cui la città partenopea è di nuovo sotto i
riflettori di tutto il mondo. Stavolta per un evento positivo.
Tocca poi al sindaco de Magistris
fare gli onori di casa, accolto da un caloroso applauso del pubblico, che
diventa ancor più fragoroso quando il primo cittadino urla il suo ormai celebre
slogan divenuto famoso su Twitter: “Lungomare Liberato". Abbiamo tolto le
macchine da via Caracciolo, il mare torna finalmente a bagnare Napoli”. Poche,
consolidate parole che fanno scattare l'ovazione.
Nove le squadre che si daranno
battaglia nelle acque del Golfo per contendersi il trofeo: gli statunitensi di
Oracle, che sfilano per primi sulla passerella di Piazza Plebiscito, sono anche
coloro che difenderanno il primato, essendo gli ultimi vincitori della
competizione velica. Accanto a loro gli svedesi di Artemis Racing, i britannici
di Bar, gli asiatici di China Team, i neozelandesi di Emirates, gli spagnoli di
Greencomm Racing, i coreani di Team Korea e, infine, gli italiani di Luna
Rossa, che sfilano per ultimi, proprio mentre sulla piazza comincia ad
abbattersi la pioggia. E chissà che il celebre detto non valga anche per la
Coppa America: team bagnato, team fortunato.

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